I colori nel marketing, uno non vale l’altro

Nell’acquisto di un prodotto l’aspetto è sicuramente l’elemento che più cattura l’attenzione di ogni acquirente, almeno inizialmente.
Ciò perché lo stimolo visivo è quello che giunge per primo e riesce ad avere un impatto tale da condizionare lo stato d’animo e addirittura le scelte dell’osservatore nei confronti di quanto gli viene proposto.
In particolare, è il colore che colpisce già al primo sguardo e la sua importanza, in termini di riconoscibilità e di percezione di un brand, ha più peso di quello che si potrebbe pensare.
Basti a tal proposito considerare quanto esso possa incidere nell’ottica di una brand recall o di una brand recognition: alcuni marchi risultano infatti facilmente riconoscibili in virtù della tinta fortemente caratterizzante del loro logo e/o dell’etichetta. In alcuni casi il colore stesso può persino divenire un marchio registrato, come il rosso Valentino o il blu Tiffany.
La scelta di un colore piuttosto che un altro non è dunque semplicisticamente una scelta di gusto o di stile. E non è tutto.
A ogni colore viene più o meno consciamente attribuito un significato che varia sulla base dell’età, del sesso, della zona geografica di appartenenza del target di riferimento. Si pensi, ad esempio, al bianco: nella tradizione cinese e indiana è associato al lutto, alla morte e ai fantasmi; diametralmente opposto è invece il significato che gli viene attribuito in Occidente e in Giappone, ove è simbolo di purezza ed è proprio dell’abito della sposa. Così anche il rosso, in base al contesto di riferimento, può assumere un’accezione negativa, quella del pericolo, o positiva, quella dell’amore e della passione.
Come orientarsi allora nella selezione del colore giusto per il proprio brand?
Attraverso delle semplici e utili linee guida.
I colori nel marketing: come scegliere quello giusto.
Nella costruzione di una brand identity risulta assai importante che nella selezione della palette colore si tenga conto dell’utenza a cui ci si vuole rivolgere, del contesto e dei valori che si intendono trasmettere¹.
In una prima fase occorre innanzitutto analizzare le scelte effettuate dai competitors: orientarsi su una tinta che esca fuori dal coro può sicuramente rappresentare un importante elemento distintivo.
A tal riguardo è intervenuto Satyendra Sing, professore presso la Facoltà di Business and Economics della University of Winnipeg (Canada), il quale ha spiegato che «un uso prudente dei colori può contribuire non solo alla differenziazione dei prodotti dalla concorrenza, ma anche ad influenzare lo stato d’animo e le emozioni – positivamente o negativamente – e quindi l’atteggiamento nei confronti di certi prodotti»².
È stato dimostrato, infatti, che alcuni colori riescono a veicolare l’idea di qualità prima ancora che il prodotto venga effettivamente provato. Ad esempio, in base a uno studio effettuato a Hong Kong, si è visto che una lattina di zuppa di colore oro suggerisce la sensazione di alta qualità, mentre una zuppa con etichetta nera su bianco fa pensare a una qualità generica o inferiore.
Anche il livello di saturazione contribuisce a condizionare la percezione degli acquirenti. In genere colori più accesi tendono ad attrarre maggiormente l’attenzione, motivo per cui si preferisce adoperarli sul web per pulsanti che rientrano nella categoria della CALL TO ACTION.
Per orientarsi un po’ sulle inclinazioni degli utenti, un prezioso indicatore può essere rappresentato dall’A/B testing a una sola variante, che permette di misurare tra due opzioni di scelta quella che risulta essere più attrattiva per i clienti.
Non occorre dimenticare, altresì, che al di là dei gusti evidenziati dal target, la scelta di un colore implica la trasmissione di determinate sensazioni che vengono poi trasferite al brand stesso.
A tal riguardo può risultare utile consultare la guida creata dalla graphic designer Aelee Lee, che ha catalogato i significati attribuiti ai colori nelle varie parti del mondo³.
La stessa Aelee Lee dimostra come una grande Corporation quale McDonald’s modifichi i colori della propria pagina web di paese in paese, al solo scopo di catturare le simpatie degli utenti facendo leva sulle loro percezioni.
Il simbolismo dei colori nelle diverse culture è un fattore da tenere fortemente in considerazione per chiunque voglia espandere il proprio business oltre i confini del paese di appartenenza.
Ciò fa capire come dietro ogni scelta ci sia sempre un’attenta e precisa analisi da cui nessun brand, grande o piccolo che sia, può prescindere.
¹ https://www.ijntr.org/download_data/IJNTR02090022.pdf.
² http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.476.2928&rep=rep1&type=pdf.
³ https://www.six-degrees.com/an-international-guide-on-the-use-of-color-in-marketing-advertising/.